News 21 novembre 2017

Un Mariachi all’Inferno

“La morte è simbolo di creatività e libertà, questo insegna la cultura indigena”, non è Papa Francesco a dirlo, ma Emron Grover, un addetto all’animazione della Pixar, la fucina dei film d’animazione più amati degli ultimi 20 anni. Crediamo che nessuno sia passato indenne, senza stupore e commozione, difronte alla visione di Bug’s Life, Toy Story, Monsters & C, Wall E, Up, è per questo, ma anche per un altro motivo, per noi più attinente, che segnaliamo la data del 28 dicembre per l’uscita in Italia di “Coco”, ultimo dei lungometraggi Pixar.  Coco, il bambino messicano protagonista, per poter realizzare la sua vocazione di musicista è costretto a visitare i suoi avi nell’aldilà, insieme al suo cane Dante, dove entrerà in contatto con la sua cultura, discendente dagli aztechi. Il film concepito nel 2011, prima di Trump e del famigerato muro tra Messico e USA, sembra oggi ancora più di attualità. Ci auguriamo che la popolarità di un film di animazione serva a riportare l’attenzione sul Messico e sulla sua cultura millenaria, i cui discendenti oggi sono visti solo come lavoratori a basso prezzo, dalla CocaCola, come dalle tante altre multinazionali, di cui siamo spesso inconsapevoli consumatori .