Capodanno in Andalusia – 8 giorni
Gran tour dell'Andalusia
1° giorno – Italia/Glasgow
Partenza per Glasgow. Arrivo e trasferimento in hotel. Adagiata sulle rive del fiume Clyde, Glasgow è la città più popolosa di Scozia: nata come piccolo insediamento ecclesiastico medievale, nell’Ottocento divenne uno dei maggiori porti industriali e cantieri navali dell’Impero britannico, per poi reinventarsi negli ultimi decenni come vivace polo culturale. È qui che i viaggiatori muoveranno i primi passi del loro viaggio attraverso la Scozia, tra brughiere, castelli, fantasmi, mostri… ed extraterrestri. Infatti, la regione tra Glasgow ed Edimburgo, conosciuta come il “Triangolo di Falkirk”, è considerata uno degli hotspot mondiali per gli avvistamenti UFO.
2° giorno – Glasgow
Dopo la prima colazione in hotel, i viaggiatori incontreranno la guida locale parlante italiano per partire alla scoperta di Glasgow, città vivace e cosmopolita che negli ultimi decenni si è trasformata in uno dei principali centri culturali del Regno Unito.
La visita si apre con la maestosa Cattedrale di St. Mungo, dedicata al santo patrono e leggendario fondatore della città: secondo la tradizione, Mungo eresse la sua prima chiesa proprio su questo sito nel VI secolo, e la sua tomba riposa ancora oggi nella cripta inferiore. L’edificio attuale, costruito a partire dalla fine del XII secolo in stile gotico, è un caso più unico che raro: è infatti l’unica cattedrale medievale della Scozia continentale sopravvissuta pressoché intatta alla furia iconoclasta della Riforma protestante del 1560, grazie alla decisione di Giacomo VI e del Comune di Glasgow di finanziarne la manutenzione invece di scoperchiarla come accadde a tante altre chiese del regno.
I viaggiatori proseguiranno poi verso il Kelvingrove Art Gallery and Museum, aperto nel 1901 come Palazzo delle Belle Arti in occasione dell’Esposizione Internazionale di Glasgow. Costruito in stile barocco spagnolo, con l’arenaria rossa a rivestire l’esterno e quella bianca gli interni, il museo custodisce oggi circa 8.000 opere distribuite in 22 gallerie: capolavori artistici come il Cristo di San Giovanni della Croce di Salvador Dalí convivono con affascinanti collezioni dedicate alla storia naturale e alla cultura scozzese.
3° giorno: Glasgow/Stirling e Loch Lomond/Oban-Tyndrum – km 160 circa
Dopo la prima colazione in hotel e il check-out, i viaggiatori raggiungeranno il celebre Castello di Stirling, arroccato su un antico affioramento di quarzo-diorite che ne fa da secoli una delle fortezze più importanti del paese. Proprio per questa posizione strategica, contesa fin dalla sua fondazione nel 1110, il castello fu teatro di eventi cruciali nelle guerre d’indipendenza scozzese: qui nel 1297 William Wallace e Andrew Moray sconfissero l’esercito inglese nella storica battaglia di Stirling Bridge, mentre tra il 1490 e il 1600 la fortezza divenne una delle principali residenze della dinastia Stuart, che qui incoronò anche Maria Stuarda nel 1543.
I viaggiatori proseguiranno poi verso Loch Lomond, il lago più esteso della Gran Bretagna per superficie e cuore del primo parco nazionale istituito in Scozia, nel 2002. Il lago segna il passaggio della Highland Boundary Fault, la grande faglia geologica che separa le Lowlands dalle Highlands e che qui è visibile a occhio nudo in un allineamento di colline e isolotti; le sue acque e le sue sponde ospitano cervi reali, aquile reali e falchi pescatori. Una crociera sul lago permette ai viaggiatori di ammirare i suggestivi paesaggi che si aprono verso le Highlands. Cena e pernottamento nella zona di Oban/Tyndrum.
4° giorno: Oban-Tyndrum/Glencoe/Fort William-Mallaig – km 149
Dopo la prima colazione in hotel e il check-out, partenza verso la spettacolare valle di Glencoe, considerata da molti il paesaggio più iconico delle Highlands: le sue montagne imponenti sono i resti di un antico vulcano collassato su se stesso milioni di anni fa, e le sue terre selvagge fanno da sfondo a uno degli episodi più drammatici della storia scozzese, il massacro del 13 febbraio 1692, quando i soldati del reggimento di Argyll uccisero decine di membri del clan MacDonald[1] che li avevano ospitati, in violazione del sacro codice d’ospitalità delle Highlands — un tradimento che ancora oggi alimenta racconti e memoria della valle.
La visita del Glencoe Visitor Centre permetterà ai viaggiatori di approfondire la storia naturale e culturale della valle. Durante il tragitto è prevista una sosta fotografica per ammirare il Ben Nevis, che con i suoi 1.345 metri è la montagna più alta del Regno Unito: anch’esso, come Glencoe, è ciò che resta di un enorme vulcano esploso e collassato su sé stesso in epoche remote.
In seguito, un’autentica esperienza dedicata al whisky scozzese, simbolo nazionale il cui nome deriva dal gaelico uisge-beatha, “acqua della vita”: se la tradizione vuole che siano stati i monaci a introdurne la distillazione, la prima menzione ufficiale risale al 1494, quando un monaco dell’abbazia di Lindores ricevette l’incarico reale di produrlo. È un’occasione per scoprire i segreti della sua produzione — maltaggio dell’orzo, fermentazione, distillazione in alambicchi di rame e maturazione in botti di rovere per almeno tre anni — e per degustarne le diverse sfumature aromatiche.
*NB: si prega di notare che la degustazione di whisky è soggetta a disponibilità e potrebbe essere riprogrammata in un altro giorno.
5° giorno: Mallaig/ Isola di Skye e Castello di Eilean Donan/Inverness-Aviemore – km 150 circa
Dopo la prima colazione in hotel e il check-out, i viaggiatori raggiungeranno il porto di Mallaig per l’imbarco sul traghetto diretto all’Isola di Skye, la più grande delle Ebridi Interne e una delle destinazioni più affascinanti di tutta la Scozia. L’isola fa parte del terrane ebridico, un basamento di rocce antiche di circa due miliardi di anni, rimodellato nei millenni da attività vulcanica, sedimentazione e glaciazioni: ne sono testimonianza le aspre cime dei monti Cuillin e le formazioni spettacolari della penisola di Trotternish.
Durante la giornata i viaggiatori esplorano la parte meridionale dell’isola, caratterizzata da scenari spettacolari e villaggi pittoreschi. Dopo l’esplorazione, l’attraversamento dello scenografico Ponte di Skye li riporterà sulla terraferma, in direzione di Inverness, con una sosta fotografica davanti al romantico Castello di Eilean Donan. Costruito una prima volta nel 1220 da Alessandro II a difesa dalle incursioni vichinghe e divenuto sede del clan Mackenzie e poi roccaforte dei suoi castellani, il clan MacRae, il castello fu ridotto in macerie nel 1719 dal cannoneggiamento di tre fregate della Royal Navy durante un tentativo di sollevazione giacobita. Rimase in rovina per quasi due secoli, finché tra il 1912 e il 1932 il colonnello John MacRae-Gilstrap, discendente degli antichi castellani, non lo fece ricostruire pietra su pietra, regalandogli l’aspetto fiabesco che i viaggiatori possono ammirare oggi. Il Castello compare nel film Highlander (1986) come roccaforte del clan MacLeod, e in 007 – Il mondo non basta. Arrivo in serata nella zona di Inverness/Aviemore.
*NB: in caso di problemi tecnici, sicurezza o maltempo, il traghetto potrebbe essere cancellato. In tal caso, Skye si raggiungerà attraverso il ponte, con un conseguente allungamento dei tempi di percorrenza della giornata.
6° giorno: Invermess-Aviemore/Loch Ness/Inverness – km 50 circa
Dopo la prima colazione in hotel, partenza verso Loch Ness, uno dei laghi più famosi di Scozia, che si allunga per oltre 35 chilometri lungo la Great Glen Fault, la grande faglia geologica che taglia in due le Highlands: le sue acque profondissime e scurissime — è il lago dal volume d’acqua maggiore di tutto il Regno Unito — hanno alimentato nei secoli la leggenda del mostro Nessie[2].
Una sosta fotografica lungo le rive del lago permette di ammirare le suggestive rovine del Castello di Urquhart, che sorge su un promontorio già fortificato tra il V e l’XI secolo. Conteso durante le guerre d’indipendenza scozzese — occupato da Edoardo I nel 1296 e ripreso da Robert the Bruce nel 1307 — il castello fu infine fatto saltare in aria nel 1692 dagli stessi scozzesi, per evitare che cadesse in mano ai giacobiti, diventando da allora l’affascinante rudere che i viaggiatori possono visitare oggi.
I viaggiatori proseguiranno per Inverness, considerata la capitale delle Highlands. Durante la visita sarà possibile entrare in contatto con una delle tradizioni più rappresentative della cultura scozzese grazie alla visita di un negozio specializzato nella realizzazione dei caratteristici kilt, i tradizionali abiti a quadri dei clan: un’usanza che rischiò di scomparire per sempre quando, dopo le ultime rivolte giacobite, il Dress Act del 1746 mise fuori legge l’uso del kilt e del tartan nelle Highlands, pena la prigione o la deportazione. Solo nel 1782 il divieto fu abrogato, e la rinnovata passione per l’abito tradizionale, promossa proprio in quegli anni dalla Highland Society di Edimburgo, è all’origine della fama che kilt e tartan hanno conservato fino a oggi.
7° giorno: Inverness/Elgin/Aberdeen – km 170 circa
Dopo la prima colazione in hotel e il check-out, i viaggiatori raggiungeranno Elgin per visitare la sua straordinaria cattedrale medievale, costruita a partire dal 1224 e soprannominata la “Lanterna del Nord” per la magnificenza delle sue architetture gotiche, visibili da grande distanza. Nel 1390 l’edificio subì gravi danni nell’attacco di Alexander Stewart, conte di Buchan, meglio noto come il “Lupo di Badenoch”, che la incendiò per vendicarsi della propria scomunica; il definitivo declino arrivò con la Riforma protestante del 1560 e con il crollo della torre centrale nel 1711, che ridusse la cattedrale nelle suggestive rovine visitabili oggi.
In seguito, proseguimento verso Aberdeen, elegante città portuale affacciata sul Mare del Nord, conosciuta come la “Città del Granito” per il caratteristico colore argenteo e scintillante degli edifici costruiti con la pietra delle cave locali. Dal Novecento città legata alla pesca, dagli anni Settanta Aberdeen è diventata la capitale energetica d’Europa grazie alla scoperta dei giacimenti petroliferi del Mare del Nord, sviluppando tecnologie all’avanguardia per l’estrazione in acque profonde oggi esportate in tutto il mondo. E ad Aberdeen vale la pena ricordare che a pochi chilometri di distanza, a Cruden Bay, sorgono le rovine di Slains Castle: Bram Stoker vi soggiornava in vacanza e si ritiene sia stato tra le ispirazioni per il castello del Dracula.
Il tour panoramico della città include la visita della Cattedrale di St. Machar[3], uno dei monumenti religiosi più importanti della Scozia nordorientale: secondo la tradizione fu il santo Machar, discepolo di san Columba, a fondare qui un primo luogo di culto intorno al 580, mentre l’edificio attuale fu costruito perlopiù tra il 1131 e il 1450, con le guglie aggiunte nei primi decenni del Cinquecento e la parte orientale perduta nel crollo della torre centrale durante una tempesta del 1688. Conclusione della visita nei giardini botanici di Duthie Park, tra i più begli spazi verdi vittoriani della città.
8° giorno: Aberdeen/Castello di Dunnottar/Glamis/Edimburgo – km 220 circa
Dopo la prima colazione in hotel e il check-out, i viaggiatori si dirigeranno verso Edimburgo con una prima sosta fotografica presso il Castello di Dunnottar, spettacolare fortezza medievale arroccata su un promontorio a picco sul Mare del Nord, a circa cinquanta metri d’altezza e raggiungibile solo tramite uno stretto sentiero. Fu proprio questa posizione pressoché inespugnabile a rendere Dunnottar l’ultimo baluardo scozzese durante l’invasione di Oliver Cromwell nel 1652: mentre la guarnigione resisteva all’assedio, i preziosi Gioielli della Corona scozzese furono messi in salvo nascondendoli sotto il pavimento di una chiesa vicina, e le carte private del futuro Carlo II furono fatte uscire di soppiatto sotto le vesti di una donna del villaggio. Qui Zeffirelli girò il suo Amleto con Mel Gibson.
I viaggiatori proseguiranno verso Glamis e visiteranno l’omonimo castello, celebre per essere stato il luogo d’infanzia della Regina Madre Elizabeth Bowes-Lyon e la casa natale della principessa Margaret, oltre che per le numerose leggende che ne popolano le sale — la più celebre delle quali narra di un erede della famiglia, nato con gravi malformazioni, che sarebbe stato tenuto nascosto in una stanza segreta del castello.[4]
Lungo il percorso, una sosta fotografica presso il Forth Bridge permetterà di ammirare uno straordinario capolavoro dell’ingegneria vittoriana e sito Patrimonio dell’Umanità UNESCO: costruito dopo il disastro del Tay Bridge del 1879 per garantire una sicurezza senza precedenti, fu la prima grande struttura al mondo realizzata in acciaio dolce, con i suoi tre bracci a sbalzo lunghi complessivamente oltre 2.500 metri e uniti da circa sei milioni di rivetti — un ponte che ancora oggi, a oltre 130 anni dalla costruzione, vede transitare circa 200 treni al giorno. Arrivo a Edimburgo in serata.
9° giorno: Edimburgo
Dopo la prima colazione in hotel, la giornata sarà dedicata alla scoperta di Edimburgo, città elegante e affascinante che conserva un patrimonio storico e culturale unico. Le sue due anime — la medievale Old Town, un labirinto di viuzze strette sviluppatosi organicamente attorno al castello, e la New Town georgiana, pianificata a partire dal 1752 secondo un rigoroso disegno geometrico di strade rettilinee — sono entrambe riconosciute Patrimonio dell’Umanità UNESCO dal 1995, proprio per lo straordinario contrasto tra i due impianti urbani, specchio di epoche e filosofie architettoniche opposte convissute in armonia. Ed infine, ricordiamo che sotto le strade della capitale si nasconde una vera e propria città sotterranea, un labirinto di tunnel e cunicoli dove un tempo vivevano i poveri. Questa “città sotterranea” è considerata uno dei luoghi più infestati di fantasmi del mondo.[5]
I viaggiatori visiteranno il maestoso Castello di Edimburgo, simbolo della nazione scozzese, che domina la città dalla sommità di Castle Rock, un antico ammasso vulcanico di circa 350 milioni di anni. Al suo interno si custodiscono gli Honours of Scotland, i gioielli della corona scozzese, e la celebre Pietra del Destino: un blocco di arenaria rossa usato per secoli nell’incoronazione dei sovrani scozzesi, portato via da Edoardo I nel 1296 e conservato per settecento anni nell’Abbazia di Westminster (con una parentesi rocambolesca nel 1950, quando quattro studenti scozzesi la trafugarono per riportarla, sia pure temporaneamente, in patria), fino al suo ritorno definitivo in Scozia il 30 novembre 1996.
La visita proseguirà con il Palazzo di Holyroodhouse, residenza ufficiale della famiglia reale in Scozia, che sorge accanto alle suggestive rovine dell’antica abbazia agostiniana fondata nel 1128 da Davide I — da cui il palazzo prende il nome, “Holyrood” essendo l’anglicizzazione dello scozzese Haly Ruid, Santa Croce. Ricostruito nella sua forma attuale tra il 1671 e il 1679 attorno al nucleo cinquecentesco voluto da Giacomo IV e Giacomo V, il palazzo custodisce ancora gli appartamenti dove visse Maria Stuarda, testimoni nel 1566 del drammatico assassinio del suo segretario David Rizzio. Cena e pernottamento nella zona di Edimburgo.
10° giorno: Edimburgo/Italia
Trasferimento in aeroporto e partenza per l’Italia. L’arrivo è previsto in giornata.
[1] Le Highlands erano organizzate in “Clan”, molto più che semplici famiglie allargate: erano il cuore pulsante della società e della politica della regione per secoli. Erano complesse reti di parentela, lealtà e territorio, con un proprio capo, leggi e, naturalmente, elementi identitari come il “Tartan”. Al centro di ogni clan c’era il capo, che esercitava un’autorità assoluta in tempo di guerra e di pace. Era considerato il patriarca e il protettore del clan, e la sua parola era legge per i membri. L’identità di un clan si esprimeva anche attraverso simboli visivi e sonori molto marcati, come il Tartan (ogni clan aveva un suo specifico disegno e colore); stemmi, cornamuse, insegne; cognomi
[2] La leggenda del mostro Nessie non è nata negli anni ’30 ma affonda le sue radici nel folklore scozzese. Il primo avvistamento “storico” è addirittura del 565 d.C., quando si narra che San Columba abbia scacciato un mostro nel lago facendogli il segno della croce. Poi dagli anni ’30 in poi, un susseguirsi di modernissime fake news: foto ed impronte false, costruite con modellini o animali impagliati. Ma “fake news” che hanno alimentato ed alimentano una industria turistica da milioni di dollari. Si stima che il mito porti circa 80 milioni di dollari all’anno all’economia scozzese, attirando turisti da tutto il mondo. Il Loch Ness è così famoso che è persino stato esplorato con Google Street View per permettere a tutti di “cercare” il mostro online come nel gioco dei Pokèmon.
[3] Aberdeen segna il “confine” tra le highlands e le lowlands. E in queste ultime, più che in altre parti del paese, va ricordato che la “Caccia alle Streghe fu terribilmente brutale. La persecuzione di donne (spesso levatrici, erboriste, mediche o semplici contadine) si intensificò dal 1563, con l’approvazione del Witchcraft Act da parte del Parlamento scozzese. Questa legge, in un’epoca di forte fervore religioso dopo l’adozione del protestantesimo, rese la stregoneria un crimine punibile con la morte. Si stima che tra il 1563 e il 1736, anno dell’abrogazione della legge, siano state giustiziate tra le 3.000 e le 4.000 persone in Scozia, un numero sproporzionatamente alto se confrontato con la popolazione dell’epoca. Con una popolazione che per gran parte del periodo si aggirava tra le 600.000 e le 800.000 persone, le 3.000-4.000 esecuzioni per stregoneria corrispondono a circa un abitante su 150-200 messo a morte con questa accusa — una delle proporzioni più alte in Europa.
[4] Glamis ha, inoltre, un legame shakespeariano diretto: nel Macbeth, il protagonista è proprio “Thane of Glamis” fin dalla prima scena, anche se il castello attuale è stato costruito secoli dopo il Macbeth storico.
[5] Edimburgo, come prevedibile, è la città che più ha ispirato leggende e scrittori: Robert Louis Stevenson vi nacque e trasse ispirazione per Lo strano caso del dottor Jekyll e Mr Hyde. J.K. Rowling scrisse buona parte di Harry Potter nei caffè della città. E sul fronte delle tragedie reali, oltre ai tunnel infestati già menzionati, la città fu teatro dei famigerati omicidi di Burke e Hare (1828), che rivendevano cadaveri ai medici anatomisti: una storia raccontata in diversi libri e film.
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